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I film fuori concorso

Vi presentiamo i sei film fuori concorso della seconda edizione del Todi Human Rights International Film Festival che si svolgerà dal 25 al 28 gennaio. Qui potete conoscere i 9 lungometraggi in concorso e qui  i 13 cortometraggi.

BOKO HARAM: LE ORIGINI DEL MALE di Xavier Muntz

Un’indagine esclusiva e agghiacciante sulle origini del gruppo terrorista islamico e la sua ascesa sanguinaria, alimentata dagli abusi dell’esercito. Il 14 Aprile 2014 più di 250 studentesse sono state rapite dal gruppo Boko Haran a Chibok, nella Nigeria settentrionale. Questo atto oltraggioso ha palesato ai media internazionali la presenza di una setta islamica che esisteva nella regione da ben più di dieci anni. Poco dopo questo episodio, il leader del gruppo, Abubakar Shekau, ha annunciato la sua alleanza con la bandiera nera del sedicente Stato Islamico. Il creatore di questo apprezzato documentario sulla lotta dei curdi Peshmerga contro i Daesh, “Circondati dall’ ISIS“,  il reporter e regista Xavier Muntz, ha avviato un’indagime in questa zona devastata dalla guerra dove il gruppo è sorto nel 2002, nel tentativo di svelare le ragioni di questa estrema violenza. Centinaia di rapimenti, diecimila omicidi, dozzine di attentati suicidi, centinaia di villaggi saccheggiati, non solo nella Nigeria settentrionale, ma anche in Camerun, Ciad, Niger… Una barbarie che la Nigeria, nonostante il sostegno dei paesi vicini, fatica a contenere.

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JU TARRAMUTU di Paolo Pisanelli

La notte del 6 aprile 2009 un violento terremoto ha devastato una delle più belle città italiane e il suo territorio, dotato di  uno straordinario patrimonio artistico e naturale. Dopo quella notte, L’Aquila è divenuta teatro della politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo abruzzese per captare l’attenzione e ottenere aiuti internazionali. Per mesi le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro. In un periodo di quindici mesi di riprese, il film racconta la città più mediatizzata e mistificata d’Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più “notizia”. Riprendiamoci la città hanno gridato gli abitanti dell’Aquila e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.

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DUE EURO L’ORA di Andrea D’ambrosio

In un paese del Sud che stenta a crescere, le vite di due donne distanti per anni, esperienze ed interessi si incontrano. Rosa è una ragazzina di 17 anni, aggrappata ad un amore adolescenziale che, spera, la porti lontano da tutto, anche da un padre con cui non riesce a parlare. Gladys 40 anni , è tornata dal Venezuela con pochi soldi, è nubile, si rompe la schiena a lavorare ed ha abdicato a tutti suoi sogni. Fino a quando incontra Aldo che la fa sognare di nuovo, ma è solo utopia. In un sottoscala,  vessate da un datore di lavoro che vorrebbe essere simpatico ed elegante, ma che è rozzo e manesco, Rosa e Gladys confezionano tessuti e tute sportive. Tutto per 2 euro l’ora. Sullo sfondo della vita del paese, tra bar, strade impolverate e lavori precari, Rosa e Gladys  tornano a sperare, a ridere, ad amare. Ma un incendio divampato accidentalmente le sorprenderà in un giorno come tanti. Le troveranno abbracciate. Solo una delle due ce la farà. La storia è liberamente ispirata ad un fatto di cronaca accaduto nel 2006. Le vittime, Giovanna Curcio e Annamaria Mercadante, nella realtà, sono morte entrambe.

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IL SOGNO OLIMPICO DI SAMIA di Angelo van Schaik e Henk Valk 

L’atleta somala Samia Yusuf Omar visse il suo momento di gloria correndo la corsa olimpica nel 2008, anche se arrivò ultima. Per la giovane atleta cresciuta a Mogadishu, capitale di un paese devastato da una guerra civile, correre i 200 metri a Pechino rappresentò la realizzazione di un sogno. Partecipare alle Olimpiadi per lei era più importante che vincere. Samia diventò un’eroina, in Somalia e nel mondo. Due anni dopo si imbarca su uno dei tanti barconi, pieno di rifugiati che attraversano il Mediterraneo. Il destino di Samia si incrocia con quello di Abdul, anche lui corre per realizzare il suo sogno, a Todi ha trovato qualcuno che può aiutarlo.

LA NAVE DOLCE di Daniele Vicari

Il film racconta l’approdo della nave Vlora (che porta il nome albanese della città di Valona) nel porto di Bari, avvenuto il mattino del giorno 8 agosto 1991, proveniente dal porto di Durazzo con un carico di ventimila albanesi che sono saliti bordo con la forza. Dopo il crollo del regime di Enver Hoxha, l’imbarcazione viene assaltata da cittadini albanesi che sfuggono dal proprio paese, attratti dal miraggio di una vita migliore in Italia. Si tratta in maggioranza di persone normali, che si ritrovano insieme per caso, dopo aver saputo che il porto albanese era stato riaperto. Alcuni sono armati e costringono il capitano a fare rotta verso Brindisi, ma le autorità Italiane dirottano la nave a Bari. Segue lo sbarco in questa città e la cattura, nel porto e nelle strade adiacenti e la prigionia nello Stadio della Vittoria, deciso dalle autorità di Roma, contro il parere del sindaco di Bari, Enrico Dalfino; le rivolte; il rimpatrio (con l’inganno: i migranti salirono sugli aerei convinti di essere portati a Roma) di quasi tutti gli esuli, tranne circa duemila che riescono a fuggire.

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NEMICO DELL’ISLAM? UN INCONTRO CON NOURI BOUZID di Stefano Grossi

Perché la Tunisia, il paese dei datteri, dei villaggi vacanze e del turismo di massa, si è trasformata da un giorno all’altro in una polveriera, producendo la prima delle cosiddette Primavere arabe e oggi, superata la Rivoluzione del 2010 – 2011, è diventata il paese che fornisce più volontari alle milizie dell’Isis? Ecco, allora, l’idea del mio film: un viaggio, anzi un road movie tra le immagini prodotte da una cultura e dentro quella cultura, per capire le radici di una crisi che il cinema di Nouri Bouzid racconta da vent’anni (Stefano GrossiL’incontro e l’integrazione della cultura europea occidentale, laicista e la cultura araba islamica, con i suoi pregiudizi religiosi, è uno dei problemi centrali del terzo millennio, insieme con squilibrio economico e demografico e l’emergenza ambientale. Nemico dell’Islam? ha lo scopo di offrire un ingresso privilegiato nel mondo arabo islamico più vicino a noi, cioè i Paesi del Mediterraneo del Nord Africa.

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By Sara Bitonti

Laureata a Roma in cooperazione internazionale si è specializzata a Milano in Digital Marketing e Social media marketing, con una parentesi a Bruxelles nella progettazione a valere sui Fondi europei. Per diversi anni nel volontariato sociale in Italia e all'estero, appassionata di sviluppo locale e innovazione sociale.

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