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I vincitori della seconda edizione

Comincia al Ridotto del Teatro Comunale, l’ultima giornata del Diritti a Todi – Human Rights International Film Festival, con l’incontro SCOSSE / VISIONI / TRASFORMAZIONI: viaggi e narrazioni filmiche alla ricerca di paesi, luoghi, abitanti smarriti tra prefabbricati e macerie.

Paolo Pisanelli, regista di Ju tarramutu e direttore e ideatore della Festa Del Cinema Del Reale, incontra Alessandro Minestrini della neonata associazione DocU (documentaristi umbri) per parlare di quale strategia potrebbe adottare il cinema del reale per curare le persone e i beni comuni colpiti dal terremoto in Umbria, Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche.

 

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Accendo i  microfoni nella Sala del Consiglio, siamo pronti per il Convegno organizzato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati-UNHCR dal titolo Europa, Mediterraneo, Africa. Non sono luoghi comuni. Arrivano gli studenti curiosi dei licei di Todi. Seduti al tavolo dei relatori, nomi che risuonano familiari: Maria Cuffaro volto storico del TG3, Vittorio Longhi giornalista del New York Times, Don Mussie Zarai candidato Nobel per la Pace e fondatore dell’Agenzia Habeshia per i rifugiati, Carlo Ciavoni giornalista di Repubblica e Michele Sorice docente alla Luiss che hanno condotto un dibattito, molto partecipato dai ragazzi, sulle responsabilità della comunicazione di massa nel creare luoghi comuni su temi di attualità come migranti e clandestini, terroristi e musulmani, povertà e delinquenza, che possano contribuire a innescare e/o disinnescare conflitti e influenzare la convivenza civile tra i popoli e la tutela dei diritti umani. Senso critico verso ogni notizia e verifica delle fonti sono i consigli dei relatori per un approccio critico verso ciò che si legge e sente quotidianamente. Soprattutto sui social network, dove non esiste un’autorità garante, bisogna costruire cittadini forti di una consapevolezza etica.

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Il cammino esule di una famiglia ad Hazara che deve attraversare il mare tra la Turchia e la Grecia e l’allenamento alla guerriglia delle donne curde, che per superare il paternalismo che caratterizza la cultura di provenienza mettono in gioco le loro stesse vite,  sono i set dei due lungometraggi che hanno trionfato ieri sera ex equo al Diritti a Todi – Human Rights International Film Festival durante una bella e piacevole cerimonia di chiusura presentata dalla giornalista Valentina Paresecolo, preziosa collaboratrice del Festival.
Scelti da una giuria d’eccezione, composta da Daniele Vicari, Daniele Silvestri, Maurizio di Rienzo, Vittorio Sclaveriani e Riccardo Chiattelli, i due film Refugee era e Gulistan, Land of Roses sono stati entrambi anche premiati, il primo come miglior lungometraggio per la Giura Stampa, bella novità della seconda edizione del Festival e il secondo dal Centro Studi Americanisti “Circolo Amerindiano”.
Nella motivazione dei giurati si legge che le due registe Husnye Vural e Zayne Akyol “[…] mostrano piena coscienza della delicatezza e dell’universalità delle storie che raccontano […]” e ancora “[…] i due film trattano temi apparentemente distanti, ma hanno entrambi quella qualità necessaria che li rende significativi anche oltre le stesse tematiche trattate […].Per la sezione cortometraggi primo premio a “Beauty, courage and strenght in the occupied West Bank” di Glorianna Ximendaz, una storia drammaticamente attuale – come leggiamo nella motivazione della giuria – che riesce a testimoniare la quotidianità straziante della popolazione palestinese nei territori occupati con sapiente utilizzo delle immagini – senza mai scadere nella retorica – e restituendo con coraggio la forza di questa popolazione, che nonostante le continue vessazioni resiste e non abbandona la propria terra.

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La giura dei cortometraggi composta dalle attrici Camilli Filippi, Esther Elisha e da due registi Davide Marengo e Leandro Picarella hanno scelto come secondo miglior cortometraggio del Diritti a Todi “Moriom” di Mark Olexa e Francesca Scalisi, per l’originalità dello stile e la semplicità della narrazione, che supera i confini del linguaggio documentaristico e attraverso un’estetica raffinata porta lo spettatore a scoprire la storia della protagonista e della sua famiglia, senza giudizio e con respiro universale.

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Applaudito dal pubblico e menzione speciale dalla giuria dei lungometraggi “The Digital Leader” di Adrian V. Eagle per aver focalizzato il problematico rapporto fra potere, social media e cittadinanza nell’India contemporanea, quale aspetto fondamentale del diritto ad essere correttamente informati in una società complessa e multietnica quale è quella indiana che si avvia a diventare una vera superpotenza.

Altra bella novità del Diritti a Todi 2017 è stato l’assegnazione del Premio “Miglior Colonna Sonora” offerto da Flippermusic, una realtà oramai consolidata nel mondo della produzione musicale in Italia per l’audiovisivo e tra gli sponsor della seconda edizione del Festival, che ha visto il regista Esteban Alfredo Cuevas vincere con il suo documentario “La vida despues de Guantanamo” la realizzazione della colonna sonora del suo prossimo progetto.

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Anche gli studenti degli Istituti comprensivi di Todi hanno preso parte alla visione dei film assegnando vincitori e menzioni speciali.
I piccoli delle elementari e delle scuole medie hanno scelto “Cuerdas” di Pedro Solis Garcia, cortometraggio che racconta la storia dell’amicizia tra Maria e un bambino affetto da paralisi cerebrale. I ragazzi delle scuole superiori invece hanno scelto tra i lungometraggi  “Ketermaya” di Lucas Jedrzejak, presente a Todi durante il Festival e protagonista con i ragazzi delle scuole superiori di un’emozionante skype call con i bambini dal campo di Katermaya in Libano.
Per i corti la scelta è finita su “Un Lungar”  Iván Fernández de Córdoba anche per sottolineare, come si legge nelle motivazioni degli studenti, “[…] una tematica attuale, che ci fa intendere la difficile situazione di tutte le minoranze, che non si limita solo alla religione, ma anche alle differenze che si evincono nelle trasformazioni che ci possono essere in una società tendente ad emarginare il diverso […]”.

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Le pellicole vincitrici, saranno proiettate sabato 4 febbraio ad Amelia, in collaborazione con l’associazione Oltre il Visibile.

Volge così al termine il Diritti a Todi 2017 e non possiamo certo sottrarci dai ringraziamenti.

Il bilancio è complessivamente ottimo: entusiasti gli ospiti, i giornalisti e il pubblico tante le collaborazioni, le ong, le associazioni e gli artisti coivolti per una seconda edizione che ha saputo osare in momento dell’anno non sempre facile per l’organizzazione di un Festival sul documentario.

A loro, Regione Umbria, Comune di Todi, Consiglio Regionale del Piemonte  Comitato Diritti Umani, il Mibact – Direzione Generale Cinema, UNHCR, Save the Children Italia,  Cittadinanzattiva Onlus, LIDU – Lega italiana per i diritti dell’uomo, Centro Studi Americanistici Circolo AmerindianoSistema Museo Todi, Cinema Jacopone, Postmodernissimo, Università per gli Stranieri di Perugia, Università degli Studi di PerugiaAdiSU Perugia, il merito per aver messo insieme e coinvolto tanti attori per la creazione di un cartellone ricchissimo di iniziative dedicate ai diritti umani.

Infine, un grazie sincero alle ragazze e ai ragazzi volontari del Festival che, dalla Calabria al Veneto, hanno raggiunto Todi e lavorato squisitamente in team per la riuscita impeccabile della kermesse umbra.
Stiamo già con la testa alla prossima edizione!

 

By Sara Bitonti

Laureata a Roma in cooperazione internazionale si è specializzata a Milano in Digital Marketing e Social media marketing, con una parentesi a Bruxelles nella progettazione a valere sui Fondi europei. Per diversi anni nel volontariato sociale in Italia e all'estero, appassionata di sviluppo locale e innovazione sociale.

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